SPREMITURA DELLE OLIVE CON SCOSSA ELETTRICA

(Da Mondo del Gusto del 26 aprile 2012)

A Malagón nella Spagna centrale, una piccola azienda sta testando un nuovo modo per l’estrazione dell’olio dalle olive.

"Abbiamo migliorato il processo di estrazione dell'olio di oliva, utilizzando una tecnologia basata su un campo elettrico pulsato", ha spiegato Arturo Portugal, ingegnere di ricerca presso il CRIC (Centre de Recerca I Investigaciò de Catalunya – Barcellona).

L'idea è quella di applicare una scossa elettrica prima di spremere le olive, attraverso brevi impulsi creati da un forte campo elettrico; questi allargano i pori nelle membrane cellulari, semplificando l'estrazione dell'olio.

Portugal spiega che “gli impulsi elettrici generati dalla macchina attraversano la pasta di olive, con il risultato di ottenere più olio estratto dalla stessa quantità di materia prima; per di più l’impulso elettrico che apre i pori delle drupe di oliva rende più semplice ottenere l'olio anche da olive acerbe”.

Aniceto Gómez, il proprietario dell’azienda dove si è svolta la sperimentazione, ha confermato la qualità del dispositivo ed ha riferito come per garantire la migliore qualità dell’olio ottenuto sia importante estrarlo senza riscaldare la pasta di olive e dato che la macchina del progetto facilita questo processo di estrazione, rendendo possibile estrarre olio dalle migliori olive verdi anche a temperatura ambiente.

L'impianto pilota, che attualmente può “trattare” sei litri di pasta di olive al secondo consentirà di estendere, dopo la sperimentazione sviluppata nell'ambito di un progetto dell’UE, la tecnologia a livelli di piena produzione.

La nuova tecnologia, ha detto ancora Arturo Portugal "consentirà di migliorare la competitività del settore dell'olio d'oliva, aumentandone la produttività”.


(Dal Secolo XIX del 25 aprile 2012)

L’olio di avocado, frutto molto diffuso in tutto il centro e sud America, ha proprietà anti-invecchiamento simili a quelle dell’olio d’oliva. È quanto emerge da uno studio presentato al congresso dell’American Society for Biochemistry and Molecular Biology a San Diego in California.

L’olio d’oliva è da tempo infatti noto per la sua utilità contro i segni del tempo e il cancro. Ora alcuni ricercatori messicani hanno scoperto che anche l’olio di avocado, la cui composizione è simile a quello d’oliva, può essere usato come agente anti-invecchiamento. È in grado infatti di combattere l’effetto distruttivo dell’ossigeno dei radicali liberi, che innescano una reazione a catena che porta alla distruzione delle membrane cellulari, delle proteine e anche del dna.

Le conseguenze sono gli effetti di invecchiamento e possibili effetti tumorali. I radicali liberi sono i rifiuti naturali del metabolismo, ma possono essere prodotti in gran numero anche a causa di inquinamento, fumo e radiazioni. Un bersaglio dei radicali liberi sono i mitocondri, che funzionano da centrale di energia delle cellule.

Gli antiossidanti di frutta e verdura neutralizzano i radicali liberi, ma non riescono a raggiungere quelli nei mitocondri, che in questo modo continuano a essere danneggiati. L’olio di avocado è invece efficace anche nei radicali liberi mitocondriali.


(UE, ANSA del 24 aprile 2012)

Dopo il settore del vino il commissario europeo all’agricoltura Dacian Ciolos annuncia di volersi attaccare al settore dell’olio d’oliva di cui l’Italia é una dei maggiori produttori in Europa: “presenterà infatti a maggio un piano d’azione per il settore di cui informerà gli Stati membri al fine di organizzare una riunione speciale dei ministri interessati entro il prossimo mese di luglio”.

Per Ciolos, in visita a delle aziende agricole spagnole – ha riferito a Bruxelles il suo portavoce Roger White – sono sei i temi che probabilmente saranno sottomessi a discussione nell’ambito del nuovo piano. In primo luogo “un sostegno alla ristrutturazione del settore, attraverso i futuri piani di sviluppo rurale; seguito da una migliore organizzazione del comparto tramite anche un sostegno ai gruppi di produttori; quindi le questioni legate a qualità, diversificazione, e miglioramento del marketing.

Ma anche la promozione sul mercato europeo e mondiale; il miglioramento dei metodi di valutazione (test sul prodotto), e i controlli accresciuti per scoraggiare le frodi”. Infine, ma non ultima, l’etichettatura” Il commissario, ha poi sottolineato che quattro elementi delle proposte di riforma della Politica agricola comune (Pac) già sul tavolo dei ministri europei, “potrebbero beneficiare al settore dell’olio d’oliva: dai pagamenti diretti agli agricoltori, ai programmi che possono essere introdotti nell’ambito dello sviluppo rurale”.